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BABY BLUES e dpp COSA SONO?

  • 25 nov 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Oggi continuiamo a parlare di neo-mamme e di tutto quello che può accadere dopo il parto, perché capire cosa succede davvero in quei giorni può far capire a chiunque come funzionano specifiche fasi della vita come il post partum.


Parleremo dei famosi “baby blues”, perché secondo noi è una di quelle cose che tutte sentiamo nominare, ma pochi sanno davvero cosa aspettarsi.

I baby blues sono praticamente quegli sbalzi d’umore che arrivano subito dopo il parto, quando gli ormoni crollano all’improvviso e la mamma, già provata dal parto, si ritrova a piangere per nulla, a ridere un minuto dopo e a sentirti un po’ sospesa.

Succede a tantissime donne — pensate che secondo Johns Hopkins Medicine addirittura l’85% di noi li sperimenta in qualche forma.

Di solito durano un paio di settimane e passano da soli, ma possono essere destabilizzanti, soprattutto se non si sa di che si tratta.

La cosa importante, però, è capire la differenza tra i baby blues e la depressione post-partum (DPP).


I baby blues sono transitori, la DPP invece può durare molto più a lungo e andare ben oltre le classiche due settimane.

E non è solo “tristezza”: può presentarsi come ansia, irritabilità, sbalzi d’umore forti, pensieri intrusivi o una sensazione di non farcela.


E' importante riconoscerla subito, perché per gestirla al meglio, serve attenzione e spesso un aiuto professionale.

Purtroppo esiste ancora molto stigma intorno alla salute mentale delle mamme.

È come se ci si aspettasse che dopo il parto dovrebbero solo provare felicità… e tutto il resto viene vissuto come “sbagliato”.

Questo fa sì che tante donne non chiedano aiuto per paura di essere giudicate.

La parte bella — perché c’è anche una parte bella — è che c'è più consapevolezza, grazie agli studi scientifici, dunque sempre più mamme iniziano a parlare apertamente delle proprie difficoltà.

E si sa, quando le persone aprono la strada, tante altre seguono e si sentono finalmente meno in colpa a dire: “È successo anche a me”.

Se sentite che qualcosa non va, parlatene.

Con un’amica, con un familiare, con chi vi fa sentire al sicuro.

La maternità può essere incredibilmente solitaria, anche se si è circondate da persone. Raccontare quello che si prova può alleggerire un peso enorme e aiuta a rendersi conto che non si è “strane” o “sbagliate”: si è semplicemente umane.

E se le parole e l’affetto delle persone vicine non bastano, si consulta un* professionista. Contattare un* professionista non è un fallimento, anzi: è un atto di consapevolezza della propria persona.

La DPP è una cosa importante e merita attenzione come qualunque altra condizione di salute.

Allo stesso modo, riconoscere i baby blues, capire come si manifestano e sapere quando è il momento di chiedere aiuto è uno dei modi migliori per affrontare il post-partum con consapevolezza.

Se percepite che potrebbe esservi utile un parere sul proprio stato emotivo, potete parlarne con il vostro medico di base: saprà consigliarvi il modo migliore per affrontare la situazione con calma e nel modo più adatto a voi.




Scritto da: Alexandria Welch

Tirocinante presso Power Moms! aps

 
 
 

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